domenica 21 agosto 2016

Traversata Valletta-Fornasa (Lagorai)

Questa traversata da bivacco a bivacco è in realtà un giro ad anello con partenza e arrivo dal ponte di quota 1.450 sul Rio Cadino (versante fiammazzo della strada del Passo Manghen).
Malga Valletta e Malga Fornasa
La forcella di quota 2.200, che mette in collegamento le due ex-malghe, entrambe appartenenti al Comune di Fornace ed entrambe trasformate in bivacco. Sullo sfondo il piccolo Monte Cadin, la forcella Fregasoga e la lunga dorsale del Monte Fregasoga, ai piedi del quale si trova il bivacco Malga Valletta Alta.
Malga Valletta Alta
L'ampio locale a pianterreno del bivacco Malga Valletta Alta, fornito di tutto quanto
può servire per trascorrere delle serate "da simposio". Al piano superiore la zona
notte è dotata di reti ma non di materassi.



Questa escursione ad anello può agevolmente essere fatta in giornata ma meriterebbe almeno un pernotto, nonostante le reti di entrambi i bivacchi siano senza materassi e coperte (vuoi vedere che è un sistema per tenere lontani i maleducati fracassoni?).
Malga Fornasa Alta
Anche il bivacco Malga Fornasa Alta dispone di ampi spazi a pianterreno dotati di
quanto serve per cucinare. Al piano superiore le reti sono anche qui senza materassi.
Vedi le altre foto in Google Photo.
é comunque un giro che di sicuro piacerà ai camminatori in cerca di bivacchi e posti poco battuti.
Lo scavalcamento alto al Buson di Fornasa avviene puntando "ad occhio" ma su terreno aperto la forcella di quota 2.200 e il ritorno a Malga Valletta Alta per un sentiero comodo ma non ancora riportato da tutte le cartine.
GPS Malga Fornasa e Malga Valletta
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Da queste parti nemmeno a ferragosto c'è il pienone, al massimo qualche famigliola attratta dal modesto dislivello che dall'auto porta alla comoda meta e la sera torna a valle.
Scegliendo invece il più impegnativo giro ad anello ci si arrampica in alto, sulle pendici settentrionali del Monte Croce, un posto molto poco frequentato e quasi ignorato dalle cartine escursionistiche. E qui non c'è più nessuno...
Quote e dislivelli (dati del GPS + carta tecnica provinciale):
Quota di partenza/arrivo: m 1.434 (spiazzo Baita Fornace)

mercoledì 17 agosto 2016

Ma quant'è bello fermarsi a Passo Pennes?

Anche la lunga Val Sarentino ha un suo termine e lì c'è il Passo Pennes. Da qui tutti passano sparati e nessuno si ferma: dall'altra parte, nella molto più in basso, c'è la conca della attrattiva Vipiteno. E così il Pennes è a tutt'oggi uno dei passi meno sputtanati.
Alpenrosehof Passo Pennes
Dal passo ci sono tre mete a portata di mano: l'elementare Zinseler/Cima di Stilves,
l'escursionistica ma trascurata e panoramica Tatsch/Montaccio di Pennes e infine la
più lontana, impegnativa e ambita (Sarner Weisshorn/ Corno Bianco di Sarentino).
La modesta trattoria del passo offre piatti semplici e del tutto tradizionali: caneder-
li in brodo o le classiche Spiegeleier, per esempio.
Nessuno sembra farci caso, ma è forse l'unico passo sudtirolese risparmiato dal cemento. Eh sì, non ce ne sono proprio altri e per questo mi fermo sempre alla modesta trattoria del valico.
Il sue essere del tutto priva di pretese funziona meglio di qualsiasi "certificato" Slow Food.
E' ospitata in un brutto edificio tirato su a mattoni e intonaco negli anni Sessanta, l'Alpenrose Hof, talmente banale da non figurare neanche in Trip Advisor (ma è frequentata dai locali, che salgono quassù dall'alta valle).

venerdì 12 agosto 2016

Sul Colbricon da Passo Rolle (Lagorai)

I Lagorai orientali hanno termine a Passo Rolle, celebre valico alpino che li divide dal grande gruppo dolomitico delle Pale di San Martino.
Colbricon
E' l'ultima cima grande dei Lagorai; tra il Colbricon e il vicino Passo Rolle c'è solo la piccola, ma anch'essa assai bella, cima Cavallazza (non visibile nella foto) che può essere scelta come bella meta di un giro a sè stante. A sinistra, in secondo piano, la Marmolada e a destra il Cimon della Pala con, leggermente staccato sulla sinistra, il Monte Mulaz.
Colbricon
Sull'altro lato, verso Ovest, s'allunga la distesa di cime selvagge dei Lagorai.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Quello di oggi è un giro molto vario e interessante, che inizia con una passeggiatina nel bosco, transita dai suggestivi laghetti di Cobricon e termina (dopo un tratto quasi alpinistico) su una cima panoramica isolata con vista a 360°.
GPS Colbricon
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Dalla cima appare chiaro che siamo al confine fra due mondi: la vasta area wilderness dei porfirici Lagorai e il celebre gruppo dolomitico delle Pale, che fu teatro del turismo di esplorazione ottocentesco e dell'alpinismo di punta di inizio Novecento. Oggi l'area delle Pale è sottoposta a flussi turistici usuranti e a fortissime pressioni speculative. Diciamo che non è candidata ad un futuro sereno.
Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.900 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 2.512
Dislivello assoluto: m 612
Dislivello cumulativo in salita: m 894
Dislivello cumulativo in discesa: m 898

venerdì 5 agosto 2016

Il Sudtirolo percepito, che nel frattempo s'è ingoiato quello vero

L'Alto Adige-Südtirol continua a godere di buona immagine e buona stampa, gerani alle finestre, aria fina e piatti della nonna affollano ancora i depliant pubblicitari...
Naturno
I famosi villaggi tirolesi con i geranialle finestre hanno figliato conigliere urbane fatte
di casette seriali, stanche repliche locali delle villette arabo-bergamasche delle no-
stre stanche partite-iva padane.
...stereotipi che rimbalzano dalla rete alle pagine dei giornali e poi agli spot Tv, alle riviste, e viceversa, in un'orgia di pregiudizi positivi...
Un'oasi felice, suggeriscono i volti sorridenti dei fortissimi atleti cresciuti nel magico mondo delle
speck sudtirolo
Da dove vengono i quarti di maiale che fanno il famoso "tipico" Speck sudtirolese?
La situazione è imbarazzante: in Sudtirolo una porcilaia è più rara che alla Mecca,
e i quarti di maiale sono tutti di importazione, ma nessuno sembra farci caso.
Dolomiti, bellocci nati nei masi e cresciuti a speck e latte di montagna, eccetera eccetera.
degrado in alto adige sudtirolo
Cemento, motori e plastica: dopo l'avvio iniziale in Val Senales, il pessimo esempio della Val Gardena ha fatto scuola e si è spinto fino ai passi dolomitici (con il contorno dell'evasione dello scontrino da parte di rifugisti e ristoratori). Altro che "Heimat" e "Lederhosen", questa è l'etica quotidiana che il patinato Kompatscher è chiamato a difendere in nome delle "autonomie speciali"...
Ma dal retrobottega proviene qualche sinistro scricchiolio, e già qualcuno inarca il sopracciglio, e pian piano comincia a farsi strada il sospetto che anche qui...
In effetti il ventennio di Durnwaldner ha tradotto in tedesco la peggior vulgata berlusconiana, col suo contorno di affarismo e malcostume...

mercoledì 27 luglio 2016

Il nuovo rifugio Edelrauthütte (Alpi Aurine)

Il nuovo Edelrauthütte/Rifugio Ponte di Ghiaccio si raggiunge agevolmente dal Lago di Neves con un facile sentiero escursionistico. Sostituisce il precedente edificio storico, che è stato abbattuto come una vacca a fine corsa.
Rifugio ponte d ghiaccio Edelrauthütte
Qui sopra a sinistra: il vallone che dal Lago di Neves sale fino al Rifugio Ponte di Ghiaccio. Da lassù in poi si apriranno i passaggi per i veri amanti della montagna, che punteranno all'Hochfeiler/Gran Pilastro lasciandosi alle spalle le storditaggini dell'ideologia bio-bau  (a loro volta drogate dai finanziamenti pubblici). Bagnati se piove e bolliti se c'è il sole: il regionalismo architettonico è un concetto bellamente ignorato dagli architetti bio-bau che si atteggiano ad ambientalisti.
Rifugio ponte d ghiaccio Edelrauthütte
Il vecchio rifugio in alcuni scatti degli anni Duemila.
Vedi le altre foto in Picasa Web Album.
L'edificio esibisce quelle linee bio-bau tanto di moda ma così poco adatte all'ambiente alpino.
Un tetto senza falde, vetrine da supermercato, un interno poco funzionale ma "arredato" come il bar trendy del distributore di benzina sulla Me-Bo.
Tanta estetica e poco funzionalità. Quando ci sono, i materiali del posto vengono "citati" come in qualsiasi tesina di laurea, con un effetto lipstick-on-pig che sconcerta.
GPS Rifugio ponte d ghiaccio Edelrauthütte
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Sembra pensato da un geometra in cerca di visibilità ma mai stato in montagna. Ci prendiamo la pioggia perchè non ci sono le falde, non si può entrare perchè il locale (che è affollato) rimbomba peggio di una discoteca. Un'acustica handicappata per un progetto sbagliato in nuce.
Piove ma ce ne andiamo lo stesso, è sicuramente il male minore. Scendendo penso al personale di servizio che ogni mattina dovrà ripulire a mano i grandi vetri dell'esibizionismo bio-bau.
Faremo tappa più sotto, in un

giovedì 21 luglio 2016

Sul Monte Fregasoga da Malga Sass (Lagorai)

Largo giro ad anello con salita ad una delle cime più panoramiche (ma anche più fuori mano) dei Lagorai occidentali.
monte fregasoga da malga sass
Cima isolata e poco frequentata, servita da pochi e non sempre agevoli sentieri, con vasto panorma aperto a 360 gradi. La salita da Malga Sass è certamente la più agevole. Da occidente il Fregasoga può essere raggiunto dal bivacco di Malga Valletta Alta, salendo prima fino al Passo di Fregasoga e da lì rimontando al contrario lo stesso stretto sentierino che abbiamo percorso oggi in discesa.
monte fregasoga da malga sass
Scendendo al Passo Fregasoga e poi ai ruderi di Malga Caserine. Sullo sfondo
si vede il Monte Croce, altra bella cima di questa parte dei Lagorai.
Vedi le altre foto in Picasa Web Album.
D'estate si può arrivare in auto fino all'agritur Malga Sass (la vecchia "Malga le Buse del Sasso" ristrutturata e trasformata in rifugio) ma attenzione: la strada è sì asfaltata, ma con tornanti stretti e pendenze sempre molto sostenute: vietato distrarsi.
GPS monte fregasoga da malga sass
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Il percorso di rientro avviene dal Passo Fregasoga e non va proprio sottovalutato perchè la traccia è poco evidente e si svolge su terreno infido: pietraie instabili dapprima, poi erba alta che nasconde le insidie per le caviglie ma sempre in ambiente alpino grandioso e solitario.
Al ritorno si transita da Malga Vasoni Alta; in un suo capanno di servizio è ricavato un bivacco, piuttosto spartano e invia di degrado (vedi sotto).

Quote e dislivelli (dati del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.905 (parcheggio agritur MalgaSass)
Quota massima raggiunta: m 2.423 (Monte Fregasoga)
Dislivello assoluto: m 518

giovedì 14 luglio 2016

Il Fravort da Malga Masi

Giro ad anello con salita alla cima della montagna che divide/unisce la Val dei Mocheni e la Valsugana.
Monte Fravort
Questo è quello che si vede dal Fravort se si guarda verso Trento. In primo piano il verde Oscivart, in pratica la sua gemellina occidentale. Dietro di lei c'è la prima cortina di monti boscosi: il Dosso di Costalta sulla destra, le scure propaggini della Panarotta a sinistra. Più indietro abbiamo la Marzola (a sinistra) con il piccolo cono del Celva.Ingrandendo la foto si individueranno il Bondone (molto vasto, visto da qui) e la lunga costiera Paganella-Canfedin-Gazza, dietro cui occhieggiano le cime del Brenta. Ma l'elenco sarebbe molto più lungo...
Fravort e Gronlait
Scendendo alla Forcella Fravort. A sinistra il Gronlait, a destra le creste del Monte
Hoabonti. Sullo sfondo a destra le rocce di Cima d'Asta.
Vedi altre foto in Picasa Web Album.
Il valico de "la Bassa" sopra Levico faceva parte della "Festung Trient", l'imponente anello di fortificazioni che gli austroungarici avevano costruito a difesa della città di Trento: i suoi cannoni erano puntati verso Borgo e a loro era affidata l'estrema difesa contro gli eventuali "regnicoli" provenienti da Primolano.
Il valico - però - era conosciuto, usato e apprezzato da tempo, come via alta di collegamento fra la Val dei Mocheni e i masi sparsi sopra Roncegno. Proprio lì, infatti, si erano insediati coloni mocheni, sul versante orientale del Fravort e quindi ormai in Valsugana. Le tracce di queste "migrazioni alte" sono ben presenti nella toponomastica e nei cognomi degli attuali abitanti: Puecher, Hueller, ed altri suoni tedeschizzanti costituiscono una robusta presenza sui versanti del Montibeller di Roncegno.

GPS Monte Fravort
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Quote e dislivelli (quote del GPS):
Quota di partenza/arrivo: m 1.730 (parcheggio agritur Malga Masi.)
Quota massima raggiunta: m 2.390 (Monte Fravort. Nota: continua anche stavolta la sospetta serie di discrepanze fra le quote ufficiali IGM e quelle della "saponetta" GPS (che comunque non è uno strumento professionale).
Dislivello assoluto: m 660
Dislivello cumulativo in salita: m 692