domenica 25 settembre 2016

Alla malga Zielalm, sopra Parcines (Merano)

Avrebbe dovuto essere un ampio giro ad anello dentro il Gruppo di Tessa, ma il maltempo...
Malga Zielalm
Il maso Giggelberg, dove arriva la funivia, si trova lungo la Meraner Hohenweg (Alta Via Meranese). L'alta via è il lunghissimo sentiero AVS 24 che correndo sempre in quota circonda ad anello il Gruppo di Tessa, con partenza e arrivo dai masi Hochmut, il grumo di masi sotto la Mutspitz, che dai suoi 2.300 metri guarda Merano dall'alto. Tornando a bomba: dalla stazione di Giggelberg il ramo venostano dell'AVS 24 si dirige verso Naturno, mantenendosi sempre in quota fino alla stazione a monte della Funivia Unterstell. L'Alta Via, invece, si inoltra nella valle di Parcines, la lunga e solitaria Zieltal, e la risale fino al rifugio Stettiner Hütte/Rifugio Petrarca passando prima dal rifugio Nassereit/Nasseret, la malga Zielalm e il rifugio Lodner Hütte/Rifugio Cima Fiammante. Ma la pioggia ci ha sorpresi alla malga e così la gita s'è interrotta davanti a un piatto di Spiegel Eier...
Malga Zielalm
La rampa che sale alla Gingl Alm, dove inizia il pianoro vicini della grande malga
Zielalm, che ospita un punto di ristoro.
Vedi le altre foto in Google Photo.
Insomma, è stato un bell'assaggio per un giro da fare in futuro. La funivia Texelbahn parte dai meleti della Val Venosta e ci porta di colpo ai 1.500 metri dei masi alti del Giggelberg, lo spigolo prativo fra la Val Venosta e l'ultimo tratto della lunga e selvaggia Zieltal, che si addentra in profondità nel Texelgruppe/Gruppo di Tessa.

Quote e dislivelli (dati del GPS):
GPS Malga Zielalm
L'itinerario si addentra nella lunga valle alpina a Nord di Parcines. E' un tratto
del lungo e impegnativo anello in quota che circumnaviga il Gruppo di Tessa e
che va percorso a tappe dormendo nei rifugi.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Quota di partenza/arrivo: m 1.520 (stazione a monte della funivia Texelbahn).
Quota massima raggiunta: m 2.220 (malga Zielalm)
Dislivello assoluto: m 700
Dislivello cumulativo in salita: m 1.686
Dislivello cumulativo in discesa: m 1.659
Lunghezza con altitudini: km 16,6
Tempo totale netto: ore 6:00 AR
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: la traccia GPS toglie ogni problema di orientamento e rende

giovedì 22 settembre 2016

Le due parti in commedia di Elmar Pichler Rolle

A volte si fa fatica a inquadrarli, ma ormai è chiaro: il Quisling di Dolomiti Unesco è in realtà alla guida della "Funivie Ghiacciai della Val Senales", la madre di tutte le porcilaie affaristiche sudtirolesi.

Dolomiti Unesco
Dolomiti Unesco, ovvero il pollaio affidato alla volpe. Il "garante" di Dolomiti Unesco
oggi è il direttore di "Funivie Ghiacciai Val Senales S.p.A." ed è quindi a capo di una
delle peggiori porcherie dell'affarismo sudtirolese che, sebbene fallimentare, conti-
nua a sperare di mungere soldi pubblici. E chi meglio di lui può aiutare?
Quando s'era insediato alla presidenza di Dolomiti Unesco, l'ex-Obmann (Capo) della Volkspartei aveva lasciato ben sperare.
Le anime belle che - come me - si erano lasciate impressionare dal fermo "no" opposto agli speculatori della Val Gardena (che volevano spostare i confini della zona Unesco per poter aggiungere più cemento e e più ferro al "patrimonio Unesco") oggi devono ritornare coi piedi per terra.
Certo, le sue credenziali (Obmannn SVP durante gli anni di Durnwaldner) avrebbero dovuto indurre a un più attento esame del suo "profilo" ambientalista, ma come me credo che ci siano cascati in tanti...

sabato 17 settembre 2016

Dal Bar Rosna al Passo Brocon (Lagorai)

Farsela a piedi: scarpinata nei boschi lungo le dimenticate vie pedonali. Sui fianchi del Monte Coppolo (un mondo dimenticato tra il Vanoi e Lamon, il paese dei fagioli).
Val Rosna Pugnai Bellotti
Partiti dalla forra della Schener, si transita da due piccoli insediamenti non più abitati stabilmente. Sono le case dei Pugnai e quelle dei Bellotti (qui sopra al centro): due piccole frazioni del comune di Lamon (provincia di Belluno) che sembrano fluttuare nel silenzio di un mondo lontano, immerso nei fianchi scoscesi del Monte Coppolo e confinato in un cuneo di boschi selvatici e ripidi fra i torrenti Vanoi e Cismon. Un mondo a parte, dove i collegamenti sono da sempre affidati solo agli scarponi e agli zoccoli dei muli.



frazione Pugnai
Il primo dei due paesini collegati al mondo solo da mulattiere e sentieri è costituito
dalle case dei Pugnai, oggi frequentate saltuariamente quasi solo nel periodo estivo.



Lunga camminata lungo i fianchi del Monte Coppolo, dal torrente Cismon fino al Passo Brocon, passando per i paesini abbandonati di Pugnai e Bellotti, collegati al mondo solo da mulattiere e sentieri.
Si parte dalla forra torrente Cismon, dove nel breve spiazzo tra una galleria e l'altra sopravvive il vecchio Bar Rosna, che un tempo era sicuramente più frequentato di oggi.
GPS Pugnai Bellotti Lamon
Il percorso ricalca pressochè fedelmente la via seguita dai partigiani del Battaglione
Gherlenda
durante la marcia di trasferimento dalle Vette Feltrine a Cima d'Asta nel-
l'agosto del 1944.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Si trovava infatti in una posizione parecchio frequentata, allo sbocco della stretta e ripida Val Rosna, una valletta che scendeva dall'antica strada principale Sopramonte-Primiero e in più era anche proprio sopra il ponticello che scavalcava il Cismon per portare, con un percorso solo pedonale, all'abitato dei Pugnai, nei boschi un duecento metri sopra la gola dello Schener.
Ma gli anni d'oro per la locanda vennero quando fu aperta la statale "nuova", con gallerie e tratti "a capanna" scavati nella roccia. Si veniva a trovare al centro di un comodo quadrivio all'incrocio delle direttrici Fonzaso-Primiero e Sopramonte-Vanoi.

mercoledì 14 settembre 2016

I manicotti di cipolla imbottiti

Quando piove e ripiove e si rimane caserm-arrest, finisce che si mettono le mani fra le vecchie foto, ci si ricorda di posti o cose. Saltano fuori cose recenti ma già dimenticate. Esperimenti col barbecue, per esempio.
cipolla e pasta di luganega
La cottura trasferisce alla carne il sapore della cipolla, che richiama una salsa diver-
sa dalla senape. E allora cosa c'è di meglio della balcanica e rossa salsa aivar per
accompagnare la carne e la cipolla fatte sul fuoco della griglia?
Se si  dimenticano le cipolle nell'orto, ecco che vanno in fiore, una grossa sfera bianca piantata su un grosso e robusto gambo cavo.
Un verde tubo vuoto e croccante, un involucro vegetale che si può (perchè no?) imbottire di carne macinata, e poi passare alla griglia o alla piastra.
Meglio ancora è usare gli avanzi della pasta di luganega, che è già completa di spezie e contiene anche quel lardo che aiuta, colan-do, a non far seccare la carne.

venerdì 9 settembre 2016

Padania Classics II°

Nella "macroregione" ci sono 27 province, 3333 comuni e 6904 cave. Ne hanno fatto di cemento! Viaggio fra le cattedrali del disastro.
padania classics
La riflessione sullo spazio padano e sulla mentalità che sottende era iniziata già da
qualche anno con "Padania Classics", semplice raccolta di mostri concepiti in terra lom-
bardo-veneta. Oggi esce anche un libro fotografico, frutto di una più ampia riflessione sul
"modello veneto"
, che nel frattempo ha fatto flop.
Segnalazione doverosa, mi sembra. Questa iniziativa di documentazione critica era iniziata anni fa con una semplice raccolta di ordinari mostri padani.
Poi c'è stata la crisi, che ha portato ulteriori motivi di riflessione. Questo è quel che resta, sembrano dire i curatori del sito. C'è anche un libro-inchiesta fotografico, un atlante dei "classici" padani, a cura di Filippo Minelli ed Emanuele Galesi.
Documenta la grande cementificazione che non ha solo deturpato il territorio ma anche ristretto gli orizzonti culturali e depresso il gusto (certamente il gusto di attraversare la pianura padana).

martedì 30 agosto 2016

Finalmente sul Turrion Basso! (Brenta)

Questo isolato sperone roccioso accende la fantasia di chi risale la Val Flavona puntando al Brenta centrale: sembra tratto da una tavola di Galeppini, l'insuperato illustratore di Tex Willer.
Turrion Basso
Dopo anni di rinvii, finalmente ho ficcato il naso su questa evocativa cima di roccia stratificata, un ferro da stiro appoggiato sulle verdi praterie dell'alta Val S.Maria Flavona, proprio al centro delle Dolomiti di Brenta. Cambia aspetto a seconda del lato da cui ci si avvicina: a volte prua rocciosa, a volte sperone, a volte ardito torrione, a volte lama di coltello. Sempre troppo vicina per i larghi giri nel Brenta e sempre troppo lontana per le rapide uscite vicino a casa. E oggi, finalmente...
Turrion Basso
E' un affilato montozzo che si erge isolato nelle vaste praterie comprese tra il Grostè,
Malga Flavona e il Passo della Gaiarda. Si sale dalla parete Ovest, quella rivolta ver-
so il Grostè (al mattino è in ombra).
Vedi le altre foto in Google Photo.
La sua modesta altezza non ha mai suscitato l'attenzione degli alpinisti, anche perchè lo scenario dolomitico che lo circonda è veramente imponente.
L'escursionista ha una sola chance: il canalino che collega il vasto ghiaione accumulatosi alla base della lunga e verticale facciata Ovest con il pianoro di vetta. E' la parete che guarda verso il passo del Grostè, quella  meno scenografica.
Ed è appunto da lì che "saliamo".
GPS Turrion Basso
Per rimontare il ghiaione è consigliabile scegliere un percorso abbastanza diretto,
come il ramo più in alto della traccia arancione, che noi, invece, abbiamo percorso
scendendo.
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
Abbiamo infatti scelto la via più breve e facile: la stazione a monte della funivia è più o meno alla stessa quota del Turrion e i 600 metri di saliscendi che s'accumulano lungo il percorso sono perlopiù su comodo sentiero.
Solo il ghiaione "rompe": sassi troppo piccoli per sostenerti ma troppo grossi per piantarci il piede. In pratica, un continuo gioco di equilibrio finchè non s'arriva all'imbuto roccioso che dopo qualche metro di facile roccia sbuca sul vasto pianoro sommitale: un tavolato piatto che s'inclina in salita verso Sud, dove - a 2.384 metri - c'è l'ometto di vetta.

domenica 28 agosto 2016

E' più alta Cima Brenta o Cima Tosa?

Qual'è la vetta più alta del Brenta? I sacri testi dicevano Cima Tosa, ma le notizie più recenti....
cima brenta o cima tosa
Il modello matematico Lidar Trentino è il database ottenuto mediante rilievo laser-
altimetrico del territorio provinciale, quello Italy CDEM è basato sui dati "datum
European 1950" e il World CWDEM è basato sui dati "datum WGS 84" (ed è quel-
lo su cui si basano le cartografie in circolazione). Incredibile lo scarto fra i dati ri-
portati dal geoide mondiale e quello italiano, dove Cima Tosa figura addirittura
come una cimetta da 2.300 metri!
Le quote delle tavolette 1:25.000 dell'Istituto Geografico Militare di Firenze non sono più "il Vangelo" e l'incertezza si è affermata come nuovo standard.
Dopo l'avvento del GPS e dei modelli digitali del terreno le altezze riportate dalle cartine e dai software per cartografia GPS sono diventate "liquide", incerte, opinabili, quasi vaghe. In pratica, poco più di un'opinione.