sabato 21 aprile 2018

Da Tell a Cermes con ritorno lungo il Marlinger Waalweg (un anello anomalo, sul tipo "lo famo strano")

All'andata si segue la "Marlinger Hohenweg", facile percorso su mulattiera e forestali in quota tra i boschi. Il ritorno avviene invece seguendo il "Marlinger Waalweg", appena sopra i frutteti del fondovalle meranese.
Marlinger
Il risultato è una camminata abbastanza lunga (23 chilometri) ma sempre agevole e assolutamente priva di difficoltà tecniche.
Marlinger Waalweg
Un tratto a sbalzo del Marlinger Waalweg. Il primo tratto del lungo Marlinger Waal-
weg, che va da Töll/Tell fino alla stazione ferroviaria di Marling/Marlengo, è stato
già descritto in un post precedente.
Vedi le altre foto in Google Photo.
GPS Marlinger Waalweg
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
E' una delle numerose gite tra le quali si può scegliere nella conca di Merano che, come si sa, è contornata da una rete di facili passeggiate che in gran parte si snodano lungo le rogge d'acqua.
Questa, in particolare, è particolarmente adatta alla primavera, quando più in alto c'è ancora la neve ma nel fondovalle si può già mangiare all'aperto.

Quote e dislivelli:
Quota di partenza: m 500 (parcheggio)
Quota di arrivo: m 500 (parcheggio)
Quota massima raggiunta: m 808
Dislivello assoluto: m 308
Dislivello cumulativo in salita: m 600 circa
Dislivello cumulativo in discesa: m 600 circa
Lunghezza con altitudini: km 22,1
Tempo totale netto: ore 6:00
Difficoltà: E

Descrizione del percorso: il percorso è un anello con andata lungo la Marlinger Hohenweg e ritorno lungo il Marlinger Waal. La

giovedì 19 aprile 2018

I "bravi ragazzi" sudtirolesi e la strage di Lipa (la Marzabotto istriana, tanto per capirsi)

In Sudtirolo la falsa coscienza non si è ancora arresa all'evidenza della storia. In troppe vallate alpine l'attrazione hitleriana si è ingoiata la memoria di tanti sudtirolesi, che continuano tranquillamente a negare. Più o meno com'erano abituati a fare i nostri collaborazionisti trentini del CST....
SS Polizei Regiment Bozen
Dopo il recente libro "Lipa ricorda" di Ivana Kovacic, Vincent Sepic Čiškina e Dani-
ca Maljava, va ricordata la mostra apertasi il 18 maggio 2017 presso il "memorial
center" del paese di Lipa, basata sul materiale fotografico scattato dal soldato del
primo battaglione Urban Rienzer, materiale giacente presso l'archivio della Provin-
cia Autonoma di Bolzano e appena rimosso dal sito ufficiale della stessa (!!!).
I nazisti amavano scattare fotografie durante le loro azioni antipartigiane, cosa che avvenne anche in Istria.
Queste foto della stragi della primavera 1944 costituiscono l'unica documentazione fotografica a carico dei "bravi ragazzi" sustirolesi inquadrati nel primo battaglione del SS Polizeiregiment "Bozen".
Furono sviluppate a Ilirska Bistrica nel laboratorio locale di un tale Silvestar Marož e sono pervenute a noi solo grazie alla circostanza che l'esercito tedesco amava riprendere le sue azioni e solo per questo l'archivio di stato tedesco, il Bundesarchiv, al nr.
SS Polizei Regiment Bozen
I soldati del I Battaglione del "Bozen" si allontanano dal villaggio di Gornji Turki (è
nei pressi di Kastav - Castua, alla periferia di Rijeka/Fiume) dopo averlo incendiato
il giorno 5 aprile 1944). Cos'ha da dire il negazionista trentino Lorenzo Baratter?
Bundesarchiv al n.1011-005-0046 02-08 ha conservato sino ai nostri giorni gli scatti che mostrano i soldati mentre lasciano la scena del crimine.
Sono l'unica documentazione visiva delle tante stragi a cui i coccolati "bravi ragazzi" sudtirolesi parteciparono.
A proposito della fascinazione nazista di cui furono vittime i sudtirolesi, anche quelli antifascisti, fa testo una fonte "al di sopra di ogni sospetto": la giornalista RAI Lilli Gruber che, essendo di madre lingua sudtirolese, conosce bene le pieghe della storia locale.
Al contrario, invece, uno storico trentino, Lorenzo Baratter (un politico identitario locale), preferisce tacere e censurare ogni cosa.

giovedì 12 aprile 2018

Piccoli frutti, chilometro zero e credibilità del "sistema trentino"

E chiamamoci fortunati che la legge ha reso obbligatorie le etichette!
Arrivano al SAIT e alla COOP dopo mezzo giro del mondo. Nulla di penalmente rilevante, ma la
correttezza commerciale è un'altra cosa. Altro che "chilometro zero", soprattutto dopo che la cosa
è stata presentata così: "produzione dei soci (ovunque essi siano ubicati)".
Il presidente della trentina "Cooperativa Sant'Orsola" pensa  di cavarsela così:
«"Piccoli Frutti" è il brand per le produzioni acquistate all'estero, prevalentemente mirtilli dal Cile, lamponi e mirtilli dalla Spagna e more dal Messico, paese che sta soppiantando il Brasile. Gli acquisti di merce estera raggiungono un volume di circa 1.500 ton. La produzione dei soci (ovunque essi siano ubicati) viene invece commercializzata a marchio Sant'Orsola.»
E quindi, sempre in tema di chilometro zero, va ricordato che dietro le parole "ovunque essi siano ubicati" c'è il fatto che i piccoli frutti arrivano oltre che dal Trentino, anche dal Veneto e dalla Calabria.
Dopo anni e anni di coccole finanziarie coi soldi pubblici, c'è veramente da dire: "hanno la faccia come".

giovedì 5 aprile 2018

Cima Rocca da Biacesa di Ledro.

Cima Rocca (1.090 metri) faceva parte dello sbarramento “Alto Garda” della linea difensiva austriaca. Si affaccia sull'alto Garda con bel colpo d'occhio sulla "busa" di Arco, Riva e Torbole.
cima rocca di riva
La "busa" di Arco, Riva e Torbole con alle spalle il Monte Stivo. Sulla destra la spalla dell'Altissimo di Nago.
cima rocca di riva
La catena del Baldo in contro-sole. Sulla destra lo spuntone di Montecastello.
La sua salita è interessante perchè in mezza giornata si può visitare anche il sistema di gallerie austriaco sullo Sperone (la Cima Rocca) completamente ripristinato ed ammirare lo stupendo panorama sul Garda.
Ma noi, furbi, abbiamo lasciato a casa le frontali e perciò ci siamo dovuti limitare al breve passaggio nella galleria d'ingresso, quella che inizia in una paretina cementata poco sopra la chiesetta di San Giovanni (grazie pila del telefonino).
GPS cima rocca di riva
Scarica la traccia GPS da Wikiloc.
In ogni caso, la salita alla Rocca, i lunghi passaggi nelle trincee scavate nella roccia, il traverso a Bocca Pasumer e il ritorno nella faggeta della Val Vasotina rendono il percorso vario e mai banale, specialmente dalla Chiesetta di San Giovanni in poi.
Il passaggio dalla Rocca a Bocca Pasumer, molto aereo, avviene tra due lame di roccia (la vecchia trincea scavata a mano) ed è sempre assistita da cordino, come del resto quasi tutto il percorso fuori dal bosco, sia in salita che in discesa.

mercoledì 4 aprile 2018

Le genti trentine di Michelangelo Mariani

"...sì che trà le Trentine Alpi si vedono fruttar persino i sassi"Mariani è stato il cronista del Concilio di Trento, la voce just in time della Controriforma cattolica. Era abituato a lavorar di fioretto con la lingua, anche quando si lasciava andare alle lodi...
val di cembra
Quel "...sì che trà le Trentine Alpi si vedono fruttar persino i sassi" fa venire in
mente, tra le altre cose, la Val di Cembra, scavata nel porfido duro, e che oggi
produce i bianchi da collezione. Qui il testo di Trento nel Sacro Concilio.
La citazione completa suona forse un po' meno meno agiografica: pag. 50: "La Trentina Plebe, e Persone agresti, sono docili e devoti à loro prò. Vanno trà la Simplicità, e la finezza, con la qual accompagnano la rusticità; e se non altro, sono industri, essatti, & assidui nella fatica de' Campi senza lasciar otioso ne pur un palmo di terra; sì che trà le Trentine Alpi si vedono fruttar persino i sassi."
Il cronista del Concilio era sacerdote, storico, poeta ed estimatore dei vini trentini, che definì “stimabili, si li bianchi come li rossi“. Si trattenne a Trento a lungo in più occasioni.

venerdì 30 marzo 2018

Un bar piacione a Fiera di Primiero

Posti così, con le loro corna di alce al posto di quelle di cervo, sono l'equivalente turistico del politically correct alla Francesco Rutelli. Qui non c'è nulla di autentico e la percezione sostituisce la realtà. Non convince tutti, epperò va alla grande...
localini dolomitici
Non convince tutti ma nessuno lo trova ributtante. Nessuno se lo sposa ma nessuno lo ripudia. Nelle classifiche Rai e Mediateset vincerebbe a mani basse, in quanto rassicurante "piacione". Perchè, in fondo, che i messaggi siano autentici o finti conta assai poco. Per dire: Francesco Rutelli cominciò come radicale divorzista e abortista (1980) e finì cattolico osservante sposato in chiesa nel 2009, ma sempre anxious to please, ansioso di piacere.

martedì 27 marzo 2018

La collina di Tarces e la sua chiesetta fuori dal tempo

L'antica chiesa di St. Veit (San Vito) sorge sulla collinetta di Tarces, tra Sluderno, Glorenza e Malles, ed è un'icona dell'alta Venosta.
tarces tartsch
E' normalmente chiusa ma la chiave può essere richiesta alla famiglia Hallriegel
che abita al civico nr. 20 vicino alla chiesa parrocchiale di Tartsch/Tarces.
La posizione elevata riparava dal fondovalle acquitrinoso e per questo la collinetta fu popolata fin dalle più remote epoche epoche preistoriche.
La chiesa romanica è stata costruita nell'XI-XII secolo su un precedente edificio di età carolingia e fu dedicata a San Vito.
Il campanile ha due serie di monofore e bifore a tutto sesto. Gli affreschi dell'abside risalgono al XIII secolo, si riconoscono due mostri marini e un uomo che soffia in un corno.
Gli affreschi della navata furono  parzialmente distrutti nel 1499 durante la "guerra sveva" e furono ridipinti nel XIV secolo.

tartsch tarces
La boscosa collinetta di Tartsch/Tarces con la chiesetta al centro. Dietro la chiesa s'apre il solco della Val Monastero, che porta in  Svizzera. A destra il borgo di Tartsch e la città di Mals, il cui mercato medioevale competeva con quello dell'adiacente città di Glurns (a sinistra del colle). La foto è presa dal Waal che scorreva da Mals a Schluderns.