venerdì 9 settembre 2011

La Calà del Sasso in Val Frenzéla (Asiago)

Sono 4.444 gradini che scendono dall'Altopiano di Asiago lungo la Val del Sasso sino a Fontanella in Val Frenzéla, mettendolo così in comunicazione  con la Valsugana (più precisamente  Sasso di Asiago con Valstagna).
L'intero percorso si svolge nell'ombra del sottobosco ed è molto suggestivo,
tanto che Albano Marcarini l'ha inserito tra i suoi Sentieri d'Autore.
Come arrivarci: da Trento in direzione di Bassano del Grappa sulla statale della Valsugana fino al semaforo di Carpanè di San Nazario (13 Km. circa). Al semaforo si va a destra seguendo le indicazioni per Valstagna e Foza. Attraversare il ponte sul Brenta e all'incrocio con la strada "Destra Brenta" svoltare a destra; dopo poche centinaia di metri nell'abitato di Valstagna c'è il bivio (casa nel mezzo) e verso sinistra (indicazioni) inizia la strada per Foza.
Abbandonato il paese e giunti al primo tornante si lascia l'auto in un piccolo parcheggio (quota 224 metri).

Il percorso: a sinistra si segue  per circa un chilometro la stradina sterrata vietata al traffico che penetra nella Val Frenzela sino alla sorgente della Fonte Bessele dove presso un gazebo in legno (bacheche illustrative) inizia la scalinata della Calà del Sasso.
Salendo per la scalinata si abbandona la Val Frenzela (che sale a Stoccareddo) e ci si immette senza accorgersene in una valletta secondaria: la Val del Sasso (che sale a Sasso di Asiago). Gradino dopo gradino si risale in una forra stretta e boscosa finchè d'improvviso si sbuca in una radura prativa che confina con il piccolo campo sportivo di Sasso. Siamo a quota 950 metri e c'è un gazebo in legno uguale a quello posto all'inizio della Calà. Sulla destra a poche centinaia di metri vi è la borgata del Sasso (frazione di Asiago). La strada asfaltata, il bar-pizzeria e la visibilissima chiesa sono a poche centinaia di metri.
Dislivelli e tempi: dal parcheggio sono circa due ore, due ore e mezzo. Dal parcheggio all'arrivo sono 722 metri tutti in salita (dati Garmin). Non vi sono nè acqua nè fontane lungo il percorso, solamente la Fonte Bessele all'inizio della Calà. Il rientro può avvenire solo dallo stesso percorso ed è molto più rapido.
Informazioni sulla Calà del Sasso:
Il Sasso di Asiago
La località di Sasso accomuna tredici contrade, Chiesa, Lobba, Mori, Ruggi, Grulli Ecchele, Caporai, Pieretti, Cotti, Colli, Gianesoni, Sprunch e Loca, con poco meno di cinquecento abitanti ad oltre una decina di chilometri dal capoluogo Asiago.
Assieme alla non lontana località di Stoccareddo (Comune di Gallio), si trova sulle ripide propaggini erbose orientali del Monte Val Bella, proprio sul ciglio della profondissima incisione del canyon della Val Franzela e del ripido ed inciso intaglio dove si snoda la famosa 'Calà del Sasso'.
Sembra sia proprio la costruzione della celebre trecentesca scalinata di 4444 gradini all'origine della fondazione del paese. Si tratta, anzi si trattava, di un luogo strategico dove potevano trovare di che vivere le numerose maestranze legate al taglio degli abeti da trasportare all'Arsenale di Venezia, il trasporto dei tronchi ('Menada') lungo questa particolarissima via di trasporto, la formazione delle zattere e la fluitazione sul fiume (attività che vedeva i Valstagnotti maggiormente specializzati). Il Col dei Remi, appena a sud (suddiviso tra i Comuni di Asiago e Valstagna) ed inciso dalla dolce Val di Scause (Scausse), indica proprio la particolare specializzazione del legname destinato all'Arsenale.
Non mancavano, inoltre, numerose altre attività accessorie o collaterali quali la produzione di carbone, la puntigliosa manutenzione della stessa Calà (=calata) di 4444 gradini affiancati da una canaletta selciata (oltre 700 metri di dislivello in circa 5 chilometri), luogo privilegiato di comunicazione per secoli, praticamente fino alla caduta della Serenissima, ma anche fino ai primi anni del '900. Per la Calà transitavano pure merci provenienti dalla pianura, o da Venezia, necessari alla sopravvivenza nell'altopiano: farina, sale e manufatti vari.
Un luogo così importante è sempre stato oggetto di contese che in più occasioni sfociarono in violenti scontri che videro protagonisti i Comuni di Asiago, di Gallio e Valstagna, tutti interessati al monopolio di questa importante risorsa. Le contese territoriali si protassero, con fasi piuttosto 'calde', per tutto il periodo di dominazione della Serenissima, dal 1400 all'epoca napoleonica.
Durante il periodo della Prima Guerra Mondiale queste contrade furono pesantemente martoriate. Proprio sopra il paese, il Col del Rosso ed il Valbella furono traforati da quello che probabilmente è stato il più importante martellamento a colpi di mortaio delle fasi calde della seconda ondata offensiva austro-ungarica sugli altipiani, quando per un soffio si evitò il disastroso sfondamento che puntava proprio a scendere attraverso la Val Frenzela e la Calà del Sasso. I due monti ed il paese videro una pioggia di decine di migliaia di proiettili di grosso calibro che lasciarono un paesaggio desolato, pressoché un ininterrotto colabrodo di crateri.
Fu distrutta anche la chiesa parrochiale edificata nel 1602 e restaurata ed ingrandita nel 1744. Si trovava nell'area delle attuali scuole elementari. Quella che vediamo, come pure il campanile, è dovuta alla generosità e all'opera degli abitanti di Sasso degli anni 20 e 30 del secolo appena scorso.

La Calà del Sasso: nel 1300 gli scambi commerciali erano ancora difficoltosi: la pianura aveva fame di legname che lungo "la Brenta" fluitava fino a Bassano, a Padova e Venezia, l'altopiano di sabbia, sale e farina. Per Valstagna il taglio e la discesa dei tronchi a valle ("menada") erano l'unica fonte di reddito. Nel 1398, sotto la signoria di Gian Galeazzo Visconti (in quel periodo infatti il territorio dell’Altopiano fu ceduto, per trent’anni, dagli Scaligeri di Verona ai Visconti di Milano) fu resa percorribile la valle del Sasso, che costituiva la via più breve per scendere dall'Altopiano in quella parte della Valsugana chiamata Canale di Brenta. Nello stesso periodo e con fine analogo il Comune di Gallio costruì una propria strada che scendeva lungo la Val Frenzéla onde sotrarsi al pedaggio imposto dal Comune di Foza.
Ne risultò una lunghissima scalinata, scavata nella roccia, che superava gli 800 metri di dislivello della valle con 4.444 gradini di pietra, fiancheggiati da una canaletta selciata concava per la quale venivano fatti scivolare a valle i tronchi. Opera singolare e forse unica, che ha dato origine a storie e leggende.

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