sabato 14 gennaio 2012

"io non capisco la gente che non ci piacciono i crauti"

(Per dirla con Monica Vitti, ma anche con Francesco Guccini, che diede inizio al tormentone con il pezzo "I fichi")
crauti
Una coltivazione di cavoli cappuccio da campo in Val Martello. Questi veri amici
dell'uomo vengono generalmente cucinati assieme a carne di maiale, speck, pan-
cetta o würstel; in questo modo, cuocendo assieme, i crauti vengono insaporiti
dai liquidi sprigionati durante la cottura (si veda ad esempio la ricetta dei crauti
trentini).
Il ruolo alimentare dei crauti è rimasto saldo nel tempo, ancora oggi nei paesi dell'Est se ne mangiano le foglie crude dopo aver esagerato con la vodka.
▌Per secoli hanno rappresentato uno degli alimenti principali degli equipaggi delle navi, sia per la loro conservabilità in barile che per le proprietà antiscorbuto. Anche la flotta di Roma antica usava rinforzare con i crauti il magro regime alimentare durante i lunghi viaggi in mare.
▌La parola "crauti" deriva dall'alsaziano "sûrkrût" o "sürkrüt" (composta da "sûr" che significa aspro e da "krut" che significa erba) e si tradurrebbe quindi con "erba aspra".
crauti
Il cappuccio di campo va tagliato a fette sottili con la "slitta da crauti" e condito
con bacche di ginepro.Verrà incassato in mastelli di legno e lasciato maturare a
lungo. Questa tecnica di conservazione degli alimenti era nota fin dai tempi del-
l'impero romano, che lautilizzavano per gli equipaggi delle loro navi in funzione
anti-scorbuto.
▌Nell'Europa centrale arrivarono solo nel 1240 al seguito dei Mongoli e dai Tartari partiti alla conquista dell'ovest. Nel XVI° secolo in Alsazia si fa riferimento a questi cavoli, che secondo i testi erano presenti sulle tavole dei monasteri.
Il Mariani nella sua opera "Trento con il Sacro Concilio 1673" afferma che: "Di questi Cavoli si fanno i Crauti, Cibo, che vi s'usa molto, e più in Terra Tedesca, dove entra nelle mense a segno, che senza Crauti non si fa quasi Pasto in tutto l'anno."
▌L'esploratore inglese James Cook navigò per più di tre anni senza mai registrare un solo caso di scorbuto tra i suoi marinai.
crauti
I Crauti Zuccato sono prodotti dal 1898 nello stabilimento di un piccolo paese
collinare della provincia di Vicenza: Chiuppano. La ditta produce i crauti in tre
versioni: al naturale (barattolo bianco), cotti nel brodo (barattolo color sabbia)
e freschi (grosso secchiello bianco di plastica).
La cosa fu resa possibile dalla presenza dei crauti nella dieta della ciurma, grazie al fatto che potevano essere facilmente conservati a bordo in barili.
Per prevenire lo scorbuto, una malattia spesso mortale prodotta dalla mancanza di vitamine, Cook imbarcava un grande numero di barili di crauti acidi, di galloni di malto, di succhi di arancio e di limone, quintali di estratti di carne, infuso di sassofrasso, senape e aceto a damigiane, piselli secchi e farina di avena.
crauti ginepro
Un rapido passaggio in padella con un trito di cipolla e carote (e bacche di ginepro) e sono pronti a far da contorno a qualsiasi piatto di carne.
crauti ciuighe
Qui i crauti si dividono il piatto con le ciughe del Banale, salsicce povere di carne e rape.
crauti polenta luganeghe
Crauti con polenta gialla e luganeghe trentine, un vero piatto da baita o da rifugio.
crauti luganeghe cus-cus
Crauti, luganeghe e cus-cus: questo esperimento casalingo spinge a pensare che i crauti abbiano anche una certa capacità di adattamento "interetnico".
jota krautsuppe
In Carnia, in Friuli e in Slovenia si mangiano minestre a base di crauti che si chiamano jota.
costine polenta crauti
Costine di maiale al forno con crauti e polenta: è un altro classico da baita.
Würstel Servelade crauti senape
Würstel Servelade bolliti in acqua e impiattati con crauti e senape.

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